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Il luoghi: Spinaceto

Galleria con graffiti [Foto: Associazione culturale GoTellGo, CC BY NC ND]

Spinaceto nasce come quartiere urbanisticamente studiato a tavolino da progettisti degli anni Sessanta. Erano gli anni dell’utopia urbanistica di una città interamente costruita o, comunque, indirizzata dall’uomo nelle sue linee guida di espansione sul territorio. Spinaceto viene studiato anche in alcuni corsi di architettura per la novità del suo progetto: un asse viario principale che attraversa nei due sensi il quartiere, con al centro negozi e uffici all’interno di centri commerciali, ai lati solo case.Questa progettualità negli anni ha pesato fortemente sulla socialità, perché non esistono piazze o luoghi di incontro. Sono presenti nel Municipio molti plessi scolastici, scuole d’eccellenza, si sono distinti per aver saputo promuovere negli studenti e nell’intera collettività la fiducia nelle istituzioni, il dialogo interculturale e sono riusciti a pensare per i propri ragazzi un investimento sul futuro.

Proprio nelle finalità e negli obiettivi di Officina delle Culture c’è il territorio protagonista, per svilupparne le potenzialità e nello stesso tempo, raccogliere i risultati che il lavoro delle Associazioni, della Biblioteca e delle Scuole ha prodotto in questi anni. 

L’Associazione Officina della Culture  abita il territorio e vuole mettere in rete realtà con cui collabora nella Consulta della Cultura del IX Municipio, un polo aggregativo vivo e pulsante come la Biblioteca Pier Paolo Pasolini, di associazioni con cui collabora per affinità culturali o il liceo scientifico Majorana.

Spinaceto, per la sua conformazione urbanistica, vive la mancanza di luoghi d’incontro, con la conseguente difficoltà nel creare coesione sociale e identità di quartiere. Le occasioni di aggregazione sono quindi limitate e l’integrazione tra individui e gruppi ne risente fortemente. Questa necessità di socialità si riconnette con un fenomeno che è stato acuito dalla pandemia del Covid-19: la solitudine. Secondo l’indagine del Sole 24 Ore sulla popolazione italiana pubblicata a novembre 2020 in media il 55% degli intervistati ha dichiarato di sentirsi soli. 

Un altro fattore che favorisce l’isolamento sociale è quello della disoccupazione, fortemente presente tra i giovani. Secondo l’Istat a novembre 2020 raggiunge il 29,5%, quasi il triplo della media europea che nel 2020 si attesta al 12.5%, saliamo al 28,7% se parliamo di giovani disoccupati romani. I giovani di riferimento non studiano neanche. La povertà educativa è infatti un’altra grande sfida sociale da affrontare con i mezzi che la cultura ha a disposizione. Primo fra tutti c’è il teatro, da sempre strumento e linguaggio capace di abbattere muri e creare valore sociale. 

A livello generale – e soprattutto in un territorio come quello del IX Municipio di Roma- è stato dimostrato che l’incremento del consumo di informazione online ha portato con sé un aumento della fruizione di notizie da siti di disinformazione (consultati dal 31% degli utenti online durante il lockdown). Spesso vengono costruite narrazioni  per ottenere visualizzazioni basandosi su sensazionalismi, seminando odio e creando una “dispercezione” negativa. Il web e la disinformazione possono trasformare le nostre strade in ambienti pericolosi soprattutto in contesti di povertà educativa o disoccupazione. 

La cultura assume quindi un ruolo fondamentale, ma purtroppo sul Territorio di Spinaceto mancano le infra-strutture culturali come cinema, teatri, un auditorium, un apparato museale di quartiere.

foto di PIETROMASSIMO PASQUI diffusa su FLICKR.COM con LICENZA CREATIVE COMMONS